A caccia dell’Aurora Boreale

Chi mi conosce sa che ci sono alcune esperienze che mi sono posta come obiettivi da raggiungere o da provare almeno una volta nella vita: uno di questi, in cima alla lista, era proprio andare a caccia di Aurore Polari.

Ho sempre pensato sarebbe stata un’avventura emozionante, pur consapevole del fatto che non è affatto un viaggio facile, né da organizzare, né da vivere: devi avere l’attitudine all’avventura, l’adattamento al freddo, devi essere una persona paziente, dinamica, ma soprattutto devi partire COSCIENTE che potresti tornare a casa senza mai riuscire a vedere l’Aurora.

Conosco persone che sono partite per Finlandia, Islanda o Norvegia, investendo una settimana intera con l’obiettivo di assistere a tale spettacolo, ma senza fortuna, trovando solo condizioni avverse.

Il mio viaggio era stato organizzato per essere in solitaria, ma avevo bisogno di un sostegno economico, quindi prima di partire mi sono informata se ci fossero altre persone che, come me, fossero disposte a dividere le spese e l’esperienza, pur essendo persone che non conoscevo assolutamente!

Siamo partiti in 7 per la Norvegia: due Venete, due Lombardi, un Emiliano, un Toscano e una ragazza Campana.

Volo da Bergamo a Oslo (dove mi sono incontrata con gli altri viaggiatori), poi volo interno da Oslo a Tromso, noleggio di un’automobile e via… “a caccia dell’ Aurora Boreale”!

Cos’è l’Aurora Polare?

Si tratta di un fenomeno atmosferico che si sviluppa ai Poli Australe e Boreale e si forma quando particelle cariche di origine solare si scontrano con l’atmosfera terrestre attorno, appunto, al polo magnetico.

Molto più facile a vederlo che a raccontarlo, insomma…

Cose da sapere prima di partire?

Ci sono parecchie cose da sapere prima di partire. Come già accennato, non si tratta di un viaggio facile e per nulla scontato.

Cominciamo da un fattore economico: i Paesi del Nord Europa sono ben conosciuti per essere molto costosi, quindi una settimana / dieci giorni di viaggio richiedono un investimento non da poco, a meno che non facciate come me, dividendo le spese con altri viaggiatori.

Prenotare case da 7/10 posti si è rivelato molto più economico che prenotare una stanza singola d’hotel, senza contare il noleggio dell’auto e il rifornimento di carburante per una settimana. Inoltre, per andare alla ricerca dell’Aurora, bisogna macinare chilometri di auto in cerca dei luoghi più isolati e posti più a nord. Essere un gruppo di più viaggiatori permette di dividere anche le ore di viaggio con altri guidatori.

Altre informazioni fondamentali da sapere riguardano il periodo migliore per vederle e dove andare in cerca delle Aurore Boreali: questo fenomeno naturale è più facile da avvistare se ci si trova al di sopra dei 35 gradi nord di latitudine e i periodi ideali vanno da gennaio a marzo, ma in ogni caso è notoriamente difficile riuscirci perché le condizioni atmosferiche devono essere perfette: la notte deve essere limpida e molto fredda, lontano dall’inquinamento luminoso delle città.

Una piccola curiosità: se vi capitasse di volare sopra ai Poli in questi determinati periodi dell’anno, riuscireste a vedere l’Aurora anche dall’aereo, al di sopra di eventuali nubi.

Cosa portare con sè?

Immaginate di partire per il Polo Nord, cosa mettereste in valigia?

Tutto ciò che avete di più caldo nel vostro armadio, portatelo!

Sono partita il giorno 10 Marzo e, contrariamente da ciò che si può pensare, in Norvegia a Marzo fa ancora davvero molto freddo; pensate, inoltre, che per veder meglio l’Aurora Boreale bisogna salire in quota, verso luoghi davvero molto lontani dalla città, quindi è noto che più si sale, più il freddo aumenta. Ricordo di aver raggiunto temperature fino a -22 gradi.

Ora vi dirò quello che ho portato io, in base alle mie esigenze e in base ai consigli che mi sono stati dati:

  • un paio di scarponi da montagna per la neve + scarpe comode normali da usare durante il giorno in città; ci avevano consigliato anche di prendere una fascia di tacchetti in ferro da mettere sotto gli scarponi da neve per evitare di scivolare nel ghiaccio
  • uno zaino da portare con noi la sera in trasferta
  • Maglioni caldissimi, maglie termiche, pantaloni felpati, il tutto da mettere rigorosamente SOTTO la classica tuta da neve
  • Calze termiche o calzini termici; consigliano anche dei cerottini per mani e piedi riscaldanti o delle calze auto riscaldanti
  • Bustine di the o caffè solubile per le notti in bianco
  • Berretto di lana + scalda orecchie
  • Una bottiglia portatile con gancio da appendere allo zaino e un thermos per le bevande calde (o noi spesso lo utilizzavamo per scaldarci le mani).
  • Bustina pronto soccorso:
  • Moment (il freddo può far venire dei gran mal di testa)
  • Antidolorifici per ogni evenienza
  • Cerotti per i tagli provocati dal freddo
  • Creme a protezione del freddo per mani e viso
  • Burro di cacao per le labbra
  • Eventuali altri medicinali personali

Una giornata tipo

Se decidete di organizzare un viaggio con il fine di andare a vedere l’Aurora Boreale, durante la giornata sarete liberi di poter fare ciò che volete: visitare la città dove vi trovate o organizzare un’escursione nei luoghi limitrofi a dove andrete a caccia di Aurore Boreali la sera. Di escursioni in Norvegia ce ne sono a non finire: il dog sleddig è l’attività che va per la maggiore, a seguire c’è la visita ai fiordi norvegesi, la conquista di Capo Nord, la visita ad acquari o planetari e molto altro.

La sera si cena presto perché l’Aurora Boreale è visibile in una determinata fascia oraria che potrebbe andare dalle 18 a l’una circa. In realtà, però, chi va a caccia di Aurore Boreali sa che sarebbe meglio trovarsi nel luogo prestabilito almeno intorno alle 20.30 perché la fase di massima visibilità e splendore è dalle 21 alle 23.

E così verso le 19.00, se la serata è limpida e se fa abbastanza freddo, bisogna già essere in macchina e cominciare a salire in quota per trovare i punti di osservazione migliori e più lontani dalle luci della città.

Mediamente si rientrava intorno alle 2/3 di notte, tenendo conto del tempo della strada nel ritorno a casa.

Cosa mi sono portata a casa da questa esperienza

Io mi ritengo molto fortunata: in 7 sere che ho trascorso in Norvegia, le prime 4 il tempo era variabile, per lo più molto nuvoloso, di conseguenza sapevamo di doverci rassegnare a non riuscire nella nostra impresa; devo dire che era anche un po’imbarazzante arrivare in una località senza sapere nemmeno benissimo cosa aspettarsi, cosa cercare in cielo ed ogni luce che appariva era una triste illusione.

La quinta sera ci trovavamo ad Alta, una cittadina tra Capo Nord e Tromso e il tempo non era dei migliori, eppure alle 20.30 circa è apparsa una luce a bassa intensità, percepibile debolmente. Nonostante l’apparizione fioca, eravamo già felicissimi così.

La sera successiva, sempre di base ad Alta, è andata leggermente meglio, ma abbiamo dovuto notevolmente disilluderci dall’immagine che avevamo nelle nostre menti della Aurora Boreale nelle riviste o nei libri di scienze.

Siamo ripartiti in direzione Tromso per passare l’ultima notte prima di riprendere l’aereo: una notte che si è rivelata magica. Le condizioni meteo erano perfette, il freddo era pungente e il cielo azzurro, limpido, bellissimo.

Eravamo a fare una escursione con la slitta tirata dai cani ed erano circa le 18.30, ma nel luogo dove ci trovavamo era calato ormai il buio assoluto. Abbiamo cominciato a vedere nel cielo queste onde di luce verde ed è stato pazzesco.

Finita l’escursione siamo tornati a casa immediatamente, abbiamo preso qualcosa da mangiare al volo in auto, ci siamo vestiti nel modo più pesante che potessimo e siamo partiti in direzione del punto di osservazione più alto di Tromso.

Ogni cittadina lungo il raggio dell’Aurora ha dei propri punti di osservazione, più o meno accessibili.

Vedendo una serata così perfetta, abbiamo scelto il luogo più bello, ma anche il più azzardato.

…e fu così che finimmo a quasi -20 gradi, su una specie di ghiacciaio con un tetto di stelle talmente luminose e grandi che mi sembrava di vedere il cielo per la prima volta nella mia vita.

In quel luogo l’Aurora era visibile ad occhio nudo con sfumature verdi, gialle e viola, a tratti anche rosse. Sembrava un drago di fuoco nel cielo. Uno spettacolo della natura mai visto e mi sono ritrovata ad avere le lacrime agli occhi e a piangere come una bambina dall’emozione.

L’Aurora ha voluto farci questo regalo la notte prima della nostra partenza.

Ecco, ho provato a descrivere ciò che mi sono portata a casa da questa esperienza: una felicità impagabile, la realizzazione di un desiderio un’emozione che non si può dimenticare.

Da allora sono sempre più convinta che la natura è davvero potente e noi troppo spesso nemmeno ce ne rendiamo conto.

I consigli della Sabry

Difficoltà: medio/bassa

Budget: alto – si consiglia di dividere le spese in gruppi di almeno 4/5 persone

Tempo: 7/10 giorni

Target: alla portata di tutti – attitudine all’avventura e resistenza alle bassissime temperature

Consigliato: assolutamente sì!!!

Leggi la mia intervista con Libera: A caccia dell’Aurora Boreale in Norvegia – l’esperienza di Sabrina