Perché essere un’aspirante travel blogger?

Per farmi conoscere meglio, condivido con voi un’intervista fatta per la tesi di laurea di Ludovica presso la sede di scienze del turismo all’Università Tor Vergata di Roma:

Domande per il Travel Blogger:

  • Come e perché è diventato Travel blogger?

Mi definisco una aspirante travel blogger perché essere una travel blogger è una vera e propria attività che richiede tantissimo tempo e io, invece, lo faccio per pura passione, dando consigli e condividendo quello che so con il mio pubblico senza “qualcosa in cambio”, se non quello che già mi danno, ovvero seguito.

Sono diventata una aspirante travel blogger perché viaggio da quando ero piccolina; ho vissuto la mia infanzia in trasloco per lavoro di mio papà, quindi ho sempre viaggiato in aereo, in macchina, anche per lunghe percorrenze. Quando cresci così, essere una nomade diventa la normalità e ti annoia tutto ciò che è diverso 😊

  • Che ruolo daresti ai blog tour nella valorizzazione territoriale?

Li reputo molto importanti, soprattutto quando il territorio non gode della giusta sponsorizzazione che merita. Spesso piccoli borghi o località poco rinomate, pur essendo bellissime, non hanno la possibilità di investire sulla pubblicità settorializzata al turismo, al contrario di grandi centri molto conosciuti e molto “ricchi” che continuano ad essere famosi per il passaparola, quasi come esistessero solo loro.

Potrei fare mille esempi di grandi centri turistici realmente meno belli, ma molto pubblicizzati e quindi molto più frequentati, rispetto a piccoli borghi che sono delle perle italiane e che NESSUNO CONOSCE. Mi sono battuta molto per questo e ho ottenuto delle collaborazioni importanti proprio con “Borghi più belli d’Italia” e con associazioni atte alla propaganda del mio territorio.

  • Essere travel blogger richiede una passione per i viaggi, com’è nata l’idea di aprire un blog?

Un blog serve a dare consigli utili su come affrontare un viaggio, per prepararsi su determinate problematiche che si potrebbero affrontare o anche semplicemente per fasi “due conti” sulle reali spese da sostenere (problematica che colpisce tutti, chi più chi meno). Io stessa mi sono fatta spesso aiutare dal blog di qualche altra persona per organizzare il mio viaggio o un weekend al meglio, quindi perché non fare altrettanto? Se posso aiutare qualcuno con informazioni che so, ben venga!

  • Qual è stato il viaggio più bello che ha vissuto?

I miei viaggi più emozionanti sono stati in solitaria: uno l’ho fatto zaino in spalla e montando su tutti i treni e le corriere d’Irlanda, facendone un giro quasi completo e l’altro l’ho fatto con un gruppo di completi sconosciuti a Capo Nord.

Sono quei viaggi che fai quando hai bisogno di tempo per ritrovarti. In quello in Norvegia, con l’occasione, ho anche assistito al fenomeno dell’aurora boreale ed è stata un’esperienza molto forte perché dico sempre che è in assoluto uno degli spettacoli della natura che dovrebbe vedere chiunque almeno una volta nella vita!

  • Qual’è il popolo presso cui si è sentita più accolta?

Mi sono letteralmente innamorata dei portoghesi. Sono un popolo molto simile agli italiani del sud: super solari, tranquilli, allegri. Li ho amati profondamente fin dall’inizio.

  • Come si diventa travel blogger professionisti? Cosa deve fare un blogger per fare un salto di qualità?

Non mi definisco una blogger professionista perché non guadagno materialmente dal farlo, di conseguenza non la reputo una professione per me. Per fare il salto di qualità dovrei avere il tempo per dedicarmi a pieno a scrivere contenuti con costanza, che siano interessanti, ma soprattutto utili. Non si tratta solo di pubblicare foto di viaggi, al contrario si tratta di condividere tutto ciò che si sa di un luogo, dei suoi usi e costumi, dei costi e anche eventuali “escamotage” per risparmiare. Il mio obiettivo è far capire alle persone che viaggiare e scoprire il mondo NON E’ NECESSARIAMENTE UN LUSSO. Lo si può fare anche low cost…e confesso che farlo low cost è anche molto più divertente!!!

  • Cosa rappresenta per lei il viaggio?

Il viaggio è sete di curiosità e conoscenza. E’uscire dalla propria comfort zone e scoprire cosa c’è fuori. Il viaggio è respirare aria diversa, confrontarsi con popoli, tradizioni, usi e costumi, cibi e leggende che a volte sono completamente diverse dalle nostre e capirle. Avrai davvero viaggiato quando riuscirai a ragionare con mentalità diverse da quelle a cui siamo sempre stati abituati.

  • Quali sono le caratteristiche di un travel blogger?

Un vero travel blogger va alla scoperta dei luoghi parlando e comportandosi come la gente del posto; deve provare a mettersi nei loro panni e vedere quello stesso posto con gli occhi delle persone che lo vivono. Poi tutto ciò che ha appreso, lo deve condividere, in modo tale che chi legge possa imparare qualcosa che prima non sapeva.

  • Quali invece sono gli errori da evitare nella carriera di un travel blogger?

Un travel blogger, a mio parere, deve condividere e mai giudicare! Deve raccontare ciò che sa, dando la possibilità a chi legge di decidere se quel viaggio, quell’esperienza o quel determinato luogo fa o meno al caso suo.

  • Cosa consiglia a chi si sta approcciando a questo mondo?

Di avere curiosità e di soddisfarla sempre. Di scoprire sempre cose nuove e non di tornare in quelle dove ci si è trovati meglio. Bisogna sempre cambiare destinazione.

  • Come si guadagna con un travel blog?

Io non monetizzo con il mio blog, ma posso instaurare delle collaborazioni. Si tratta di scambi in cui una struttura o chi offre un servizio si serve di noi in cambio di promozione, a patto che ciò che viene da noi raccontato sia verità e non un “esaltare” una struttura o un servizio solo perché ci viene regalato.

Io cerco di essere sempre molto onesta con il mio pubblico, proprio perché io stessa vorrei trovare informazioni oneste per poter investire il mio tempo e il mio denaro visitando un luogo o alloggiando in una struttura o facendo un’esperienza, piuttosto che un’altra.

  • Come si evolverà questo mestiere negli anni?

L’avvento della ricerca delle informazioni sul web è sempre più d’impatto al giorno d’oggi, a volte anche in modo errato. Io continuo a sostenere che ognuno deve fare il proprio lavoro. Ci sono i travel blogger che raccontano e ci sono le agenzie di viaggi che ti aiutano a organizzare i viaggi. Una cosa non dovrebbe distruggere l’altra, anche se spesso ci si affida ai blog di viaggi per organizzare “fai da te”. Questo, soprattutto per determinati viaggi, è sbagliato.

  • Come può un travel blogger dare un contributo ad un settore come quello turistico che ha subito molte perdite negli ultimi anni a causa della pandemia da covid-19?

Ti racconto la mia esperienza: quando è scoppiato il covid, ho deciso di intraprendere un viaggio on the road toccando quasi tutte le Regioni d’Italia. Il mio era un modo per far capire che l’Italia è piena di posti fantastici e che a volte questi stessi posti si possono trovare anche fuori dalle porte di casa nostra. Quando ci sono state le chiusure delle regioni, tanti di noi hanno voluto promuovere il proprio territorio spingendo i conterranei a viaggiare lo stesso, anche se a brevi distanze. Molte volte mi è capitato di ricevere messaggi di gente che abitava a pochi km da borghi meravigliosi, senza saperlo.

Ci sono luoghi che hanno avuto un calo drastico di prenotazioni nel settore del turismo e che sono quasi al baratro; un travel blogger può far conoscere questi luoghi affinchè tornino ad essere popolati di turisti che fanno girare l’economia.

Sottovalutiamo che tantissime zone d’Italia, ad esempio, vivono proprio solo grazie al turismo!

Grazie a Ludovica per questa intervista in cui ho avuto la possibilità di raccontarmi e che spero possa essere d’aiuto a chiunque si stia avvicinando al mondo del travel blog.

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